GLI INTRONATI DI TORDANDREA

    Il nome che gli otto componenti del gruppo si sono dati non è casuale, perché sono giocherelloni, un po' pazzi, surreali come i personaggi che interpretano. Sono nati in sordina, per caso, poi si sono scoperti gruppo affiatato.
Gli intronati hanno fatto e fanno tutto da soli: testi, scenografie, regia, luci e costumi.
L'unica cosa che non sono ancora riusciti a fare è quella di costruirsi un ambiente dove poter provare le scene in pace. Sfrattati da più parti, a Tordandrea, ora si riuniscono e provano in una capanna, ma essi hanno superato anche questa difficoltà ed hanno fatto di necessità virtù: continuano ad andare avanti senza un tetto sulla testa, senza sponsor, senza aiuti, autofinanziandosi. Gli basta divertire il pubblico sempre numeroso nelle piazze paesane: la cosa più strana è che dopo quattro anni di attività insieme si stupiscano ancora di far ridere. Ma non si sono forse messi insieme per questo? Le loro opere possono essere considerate più farse che commedie: non hanno alcuna velleità artistica, nessun intento pedagogico o moralistico, vogliono solamente divertire e divertirsi in maniera sana. I personaggi sono gente comune, ognuno con le sue manie, i suoi difetti e desideri che vengono puntualmente frustrati da circostanze fortuite e imprevedibili. Nessuno degli Intronati era mai salito su di un palcoscenico, quando Primula Belli che scrive i versi e funge da regista e suggeritrice li chiamò per recitare in "Chi la fa l'aspetti". Era il 1995 e la festa paesana del Palio stava languendo: la ProLoco di Tordandrea chiese a Primula di scrivere in fretta qualcosa da poter rappresentare in costume medioevale e in dialetto torreggiano. Lei non aveva mai scritto nulla di simile e mai avrebbe pensato di poterlo fare. In un mese il lavoro fu pronto e rappresentato: piacque e ciò incoraggiò tutti ad andare avanti. La nostra, forte dei successi riscontrati per la prima fatica, si rimise a scrivere a quattro mani: la compagnia si arricchì di nuovi elementi e fu la volta della commedia "Galeotto fu il bacio e chi lo scrisse" sempre in costume medioevale e in dialetto.L'intento degli Intronati era quello di recitare solo in occasione della festa di S.Bernardino, patrono di Tordandrea; invece la compagnia venne chiamata anche in altri paesi vicini e così cominciò l'avventura. Il numero delle commedie aumentò al ritmo di una all'anno.Ecco "La suocera cerca marito", "Maledetta que la cerqua", "Lucciole per lanterne". Naturalmente il lavoro subisce il collaudo in fase di prova, nel senso che alcune battute possono essere suggerite anche dagli attori stessi, e la commedia viene "varata" solo se prima fa veramente divertire i componenti del gruppo. Il leader della compagnia è Renzo Polticchia che sembra essere nato sul palcoscenico: introverso disinvolto, con una grande capacità di coinvolgere il pubblico. Ha trovato una spalla formidabile in Rodolfo Venturini, apparentemente timido e scontroso, in realtà la "peste" del gruppo. Poi c'è Italia Papa, che si trova a meraviglia nelle parti della casalinga frustrata. Samuele Aisa, molto versatile, al tempo stesso capace di adattarsi ai ruoli più disparati. Marcello Falcinelli, genuino e ruspante, Valter Almaviva, il più timido e per questo capace di suscitare risa imprevedibili. Da poco sono entrati nel gruppo Marisa Castellani e Chiara Manini molto serie e professionali. Nell'ultima commedia hanno visto l'entrata nel gruppo due giovanissime: quali Elisa Tonelli e Monica Bosimini. L'uscita dalla compagnia di Antonella de Santis, per ragioni di studio, ha privato gli Intronati dell'apporto di una vera professionista brava e sensibile.

I progetti degli intronati ? Continuare così per il futuro e sperare di andare un giorno a recitare in Svizzera alla festa degli emigranti umbri...ci riusciranno i nostri eroi???

Ma questa è un'altra storia...


Il gruppo teatrale "Gli Intronati" di Tordandrea nasce nel 1995, nell'ambito delle iniziative sorte intorno alla Festa del Palio.

Da allora il gruppo ha portato sulla scena cinque commedie, tutte scritte e dirette dalla Prof. Primula Belli:

  • Chi la fa l'aspetti (1995)
  • Galeotto fu il bacio e chi lo scrisse (1996)
  • La suocera cerca marito (1997)
  • Maledetta quella cerqua (1998)
  • Lucciole per lanterne (1999) foto
  • Quanno 'l diavelo ce ficca la coda (2000)
  • SarÓ morto Sarafino (2002)

Le commedie, o meglio le farse, sono state scritte in dialetto torreggiano e sono state portate in giro per varie piazze dell'Umbria.

L'ultima è trasmessa anche dall'emittente Umbria TV.